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23 marzo 2022

Ciambella ai semi di papavero e limone


La ciambella ai semi di papavero e limone - in originale la lemon poppy seed cake - è una torta classica nella cucina anglosassone (inglese e oprattutto americana), che per anni ho visto proposta su tantisismi blog stranieri che seguo.
Mi sono sempre chiesta il perché di tanto successo e quando l'ho provata ho avuto finalmente la risposta.
Ha una consistenza unica! Così soffice e spugnosa! E poi il gusto: avvolgente e delicato! E' una torta che è una vera coccola, accompagnata da una tazza di tè o caffè! I semi di papavero danno quel tocco diverso dal solito, non hanno un sapore accentuato ma anch'essi contribuiscono a dare alla torta una texture davvero unica.

Come aromi sono immancabili la scorza di limone e la vaniglia! Io,  visto che in casa avevo una fialetta di aroma di mandorla, ho deciso di versarne giusto qualche goccia: ha contribuito a creare un sapore ancora più profumato, ma se non l'avete non preoccupatevi.
Essendo una torta molto densa di ingredienti, è importante monitorare la cottura negli ultimi 15 minuti, affinché non rimanga cruda all'interno, ma neanche troppo cotta all'esterno.
L'ideale è lo stampo a ciambella ma se non lo avete va bene anche una tortiera da 24 cm.

Per conoscere un po' meglio questi semi, usati soprattutto al nord Italia nella panificazione, è interessante sapere che contengono acidi grassi omega 6 e acido oleico che aiutano il nostro organismo per il controllo del colesterolo e del sistema cardiocircolatorio; sono anche ricchi di sali minerali, tra cui calcio, potassio, ferro e magnesio, che contribuiscono alla salute delle ossa e favoriscono il metabolismo e hanno proprietà antiossidanti.

La ricetta è adattata dal blog di Joanne Eats well with others, presa a sua volta dal libro Dessert person di Claire Saffitz.


Altre torte morbidissime:


Ingredienti
390 g di farina 0 o 00
250 g di zucchero
3 uova grandi
350 g di latte (meglio se fresco e intero)
250 g di burro a temperatura ambiente
2 cucchiai colmi (25 g) di semi di papavero
1 bustina (15 g) di lievito in polvere
scorza di 1 limone biologico piccolo 
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
3 gocce di aroma di mandorla, opzionale

Procedimento
Riscaldate il forno a 185°C. Ungete l'interno di una teglia a ciambella (da 22/24 cm di diametro) con uno spray da forno o con burro e farina.
In un'ampia ciotola mischiate la farina, lo zucchero, i semi di papavero, il lievito, il sale e la scorza grattugiata di limone. Aggiungere il latte, il burro a pezzetti, le uova, la vaniglia e le gocce di mandorla e iniziate a mescolare a bassa velocità fino a quando gli ingredienti non saranno appena amalgamati. Dopo aumentare la velocità a medio-alta e sbattere per 2 minuti.
Versate quindi l'impasto nella teglia preparata, stendendolo in uno strato uniforme.
Abbassate il forno a 180°C e cuocete per 1 ora e 15 minuti, o anche qualche minuto meno se vedete che lo stuzzicadenti esce pulito. Monitortate quindi la cottura nell'ultimo quarto d'ora. Lasciare intiepidirenella teglia per circa 10 minuti, dopodiché capovolgete la torta su un piatto da portata. 



Se la provi taggami nella foto che condividerò nelle Stories di IG @lasignorinafelicita
e nell’album "Ricette rifatte da voi" della mia pagina Facebook.

Baci, Francesca

15 marzo 2022

Polpette di tonno


Le polpette di tonno sono u
na ricetta facilissima per ottenere una delizia alla quale è difficle resistere!
Ideali da portare  tavola come antipasto, come sfizioso stuzzichino durante un'apericena (saranno carinissime se fatte più piccole del solito), o come sostanzioso secondo accompagnate da una bella insalata o da verdure grigliate.

Questa ricetta prevede un trucchetto per renderle morbide e per niente asciutte, ovvero il formaggio cremoso tipo Philadelphia: le rende più soffici rispetto alla ricotta o alle patate lesse. Provare per credere!
Vi lascio subito alla ricetta per la quale ringrazio Emilia. :-)

Ingredienti per circa 30 polpettine
240 g circa di tonno sgocciolato
250 g di Philadelphia o formaggio cremoso simile
7 filetti di acciughe
2 cucchiai di capperi
2 uova
2 mazzetti di prezzemolo spezzettato
pan grattato q. b.
 
Procedimento
Versate tutti gli ingredienti - tranne il pan grattato - nel mixer e tritate bene.
Dopo aggiungete al composto delle cucchiaiate di pan grattato - circa 5 o 6 - fino a raggiungere una consistenza che sia manovrabile in modo da poter formare le polpette.
  • Attenzione: non mettetene troppo altrimenti le polpette risulteranno pastose e asciutte. Lasciate il composto un po' morbido e cercate di formare delle palline.
Dopo ruotatele in altro pan grattato in modo da formare una crosticina.

Friggetele in padella in abbondante olio di semi, bastano pochi secondi.
Oppure potete cuocerle in forno a 200°C per 15 minuti circa: verranno un pochino meno succulente ma comunque molto buone!



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Baci, Francesca

25 febbraio 2022

Torta a strati con crema al mascarpone



La torta a strati con crema al mascarpone è una torta buonissima caratterizzata da un impasto semplice e dal sapore tradizionale, arricchita da una farcitura che ricorda la mia amata cheesecake.
E' la torta che ho fatto quest'anno per il mio compleanno, resa scenografica dividendola in tre dischi e ottenendo quindi una torta sviluppata in altezza. E poi ci sono i confettini colorati a fare subito festa. Ovviamente potete variare la guarnizione come meglio credete: roselline di zucchero, cuoricini o stelline di uno due colori, ecc.

Per la preparazione mi sono affidata alla ricetta della Sponge cake, ovvero un pan di Spagna arricchito da burro; e come farcitura ho messo un velo di confettura ai lamponi che si sposa benisismo con la crema al formaggio, quella della Carrot cake, perfettamente bilanciata e deliziosa.



Altre torte scenografiche:
Al cioccolato:


Ingredienti
Per la torta
310 g di farina 00
185 g di zucchero
20 g di farina di mais per polenta (o pari peso farina normale)
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
125 g di burro ammorbidito
4 uova
3 cucchiai di latte
Per la farcitura (ne avanzerà un po')
250 g di mascarpone
100 g di formaggio cremoso tipo Philadelphia
100 g di panna da montare
mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
165 g di zucchero a velo
confettura di lamponi o altra, q. b.
confettini colorati, per guarnire

Procedimento
Per la torta
Leggete qui.
Io ho usato due tortiere da 20 cm, mettendo un po’ più d’impasto in una, per poi dividerlo a metà e avere in tal modo tre dischi.
Per la farcitura
Mescolate con un cucchiaio il mascarpone, il formaggio tipo Philadelphia e la vaniglia fino ad ammorbidirli.
Aggiungete lo zucchero a velo setacciato, mescolando nuovamente. A parte montate la panna e mescolatela al composto precedente. Fate riposare la crema in frigorifero almeno mezz’ora per farla stabilizzare.
Assemblaggio
Spalmate su un disco un velo di confettura e uno strato di crema al mascarpone. Poi sovrapponete un disco di torta e procedete allo stesso modo. In ultimo coprite con il terzo disco e coprite sia la superficie che i lati con la crema al mascarpone rimasta.
Cospargete i confettini colorati ed ecco pronta la vostra torta, perfetta per fare da base a tante candeline!





Nota
La torta si conserva a temperatura ambiente il giorno stesso in cui viene fatta, poi in frigorifero fino a 3 giorni.



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Baci, Francesca


21 febbraio 2022

Crostata crema e mandarini


La crostata crema e mandarini è una versione “monotematica” della classica crostata di frutta. Non amando tutta l frutta invernale cruda ho deciso di mettere sulla crema solo i mandarini, che amo, e che danno quel tocco acidulo e fresco che si sposa benissimo con la crema pasticcera.

Per fare questa crostata dovrete quindi solo fare due preparazioni: la pasta frolla e la crema pasticcera, e poi aggiungere i mandarini a crudo. Ovviamente potete usare anche le clementine.

Per quanto riguarda la frolla, io ho usato quella vegana soltanto perché non avevo abbastanza uova per poter poi fare la crema; ma con la crema si addice maggiormente una frolla classica al burro o all’olio.
Per la crema invece ho usato la ricetta di quella veloce, che prevede solo due uova intere, perché è più delicata di quella originale e adatta ad abbinarsi ai mandarini.




Ingredienti (per uno stampo da 24/26 cm di diametro o due stampi medi)
mandarini o clementine q. b.
Per la pasta frolla tradizionale
300 g di farina
100 g di zucchero
100 g di burro o 80 g di olio
Per la crema pasticcera veloce
2 uova
150 g di zucchero
500 ml di latte (meglio se intero e fresco)
50 g di amido di mais
mezzo cucchiaino di essenza di vaniglia
scorza pelata di 1 limone

Procedimento
Per la pasta frolla
Seguite le indicazioni descritte qui. Una volta pronta, spianatela a 0.5 mm e adagiatela sullo stampo. Cuocete in bianco e poi mettete da parte.
Per la crema pasticcera
Leggete qui. Versate quindi la crema sopra la frolla, a uno strato di 2 cm circa.
Guarnizione
Sbucciate i mandarini e adagiate, sopra la crema, le fette una accanto all’altra, sovrapponendole leggermente.

Note
- Se volete lucidarle, scaldate in un pentolino 2 cucchiai di acqua e 1 di zucchero, con ½ foglio di gelatina (opzionale).
- La torta si conserva a temperatura ambiente per 1 giorno e poi in frigorifero per altri 2 giorni.
- Potete tranquillamente sostituire i mandarini con la frutta che preferite, sia fresca che sciroppata.



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Baci, Francesca


31 gennaio 2022

Bundt al cioccolato con farcitura al caffè


La bundt cake al cioccolato con farcitura al caffè è una delle torte più buone che abbia fatto! sarà che amo particolarmente le torte farcite!
In inglese la bundt non è altro che un ciambellone solitamente cotto in uno stampo un po' più particolare di quello semplice liscio, come quelli bellissimi della Nordic ware.
Avevo l'esigenza di riciclare un po' di cioccolatini ricevuti a Natale e così è nata l'idea per una torta soffice e cioccolatosa. Già da sola "al naturale" è buonissima, anche grazie all'aggiunta del caffè nell'impasto, che gli ha donato un aroma delizioso! Per arricchirla ulteriormente, ho farcito la torrta con una golosa crema al mascarpone al caffè, senza cottura e senza uova.
Che dire? Un connubio davvero buonissimo! L'impasto è soffice ma al tempo stesso consistente, e la crema al caffè completa il tutto con quel tocco di cremosità che fa di questo dolce un perfetto fine pasto, la torta della domenica o delle occasioni di festa! Vi assicuro che la sua bontà e la sua consistenza morbida conquisteranno tutti.




Ingredienti
2 uova
150 g di zucchero
100 g di olio di semi o 80 g di burro
100 g di cioccolato
2 tazzine di caffè
230 g di farina 0 o 00
20 g di cacao
12 g di lievito (2/3 di una bustina)
75 g di latte o acqua
Per la crema al caffè
200 di mascarpone
30 g zucchero a velo o semolato fine
75 g panna fresca da montare
una tazzina scarsa di caffè ristretto
cacao per spolverizzare


Procedimento
Preparate 3 tazzine di caffè e mettetele da parte e accendete il forno a 180°C.
Mescolate con le fruste elettriche le uova con lo zucchero per almeno 8 minuti, fino a raggiungere una bella consistenza spumosa e chiara.
Nel frattempo mettete a scaldare l'olio con il cioccolato spezzettato fino a scioglierlo.
[Attenzione non deve bollire! Quando si è sciolto 1/3 del cioccolato si può tranquillamente spegnere il fuoco e, continuando a mescolare con una frusta a mano, vedrete che il cioccolato si cioglierà completamente.]
Dopo lasciare intipiedire e poi versare il miscuglio nel composto di uova, date una mescolate e versate anche 2 tazzine di caffè, mescolando.
Con l'aiuto di un colino, setacciate a poco a poco sul composto la farina, il cacao e il lievito.
A questo punto l'impasto risulta un po' denso: aggiungete il latte e mescolate un'ultima volta.
Versate l'impasto nella teglia unta (io uso uno spray apposito ma va bene anche burro + farina) e infornate per 35 minuti. Alla fine fate la prova con lo stecchino che deve uscire pulito, altrimenti continuate la cottura per massimo 5 minuti.

Per la crema al caffè
Sbattete a velocità minima il mascarpone. Aggiunete lo zucchero a velo setacciandolo e mescolate bene. Aggiungete anche il caffè.
[Per farlo ristretto si deve mettere la moka a fuoco minimo e farlo venire su lentamente fin quando si ferma da solo quindi evitando la parte acquosa].
A parte montate la panna e aggiungetela al mascarpone, inglobandola con una spatola dal basso verso l'alto. Mettete in frigorfero almeno mezz'ora per farla stabilizzare.

Assemblaggio
Una volta cotta la torta, aspettate 5/10 minuti e poi sformatela su un piatto da portata. Tagliatela a metà e quando è completamente fredda potete farcirla. Con una sac à poche, sopra la prima metà fate uno strato di crema alto 1 cm abbondante. Poi coprite con l'altra metà della torta e fate dei ciuffetti decorativi sulla superficie (consiglio di fare anche due file invece di una come ho fatto io, sarà ancora più buona!). Infine se volete spolverizzate i ciuffetti di crema al caffè con del cacao, setacciandolo con un colino.
Ecco pronta questa buonissima e bellissima bundt! 

La torta si conserva a temperatura ambiente per una giornata, poi meglio metterla in frigorifero per un massimo di 3 giorni. Consiglio di toglierla dal frigo mezz'ora prima di gustarla!




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Baci, Francesca


17 gennaio 2022

Castagnaccio


Il castagnaccio è un dolce toscano veramente antico, senza glutine, senza zucchero e senza prodotti animali, quindi anche vegano.
Nella versione originaria si mescolava la farina di castagne semplicemente con acqua, olio e rosmarino. Oggi tradizionalmente si aggiungono pinoli e uvetta ed è così che me lo preparavano i miei nonni. Devo dire che da piccola non amavo il sentore di affumicato che caratterizza la farina di castagne, oggi invece mi piace tatissimo!
Costituisce una merenda sostanziosa o un ottimo fine pasto se accompganato da vin santo o un passito. A volte si guarnisce con della ricotta fresca come si fa con i "necci".

La storia
Pare inventato proprio nella mia città, Lucca, da un certo Pilade, definito “il primo che facesse castagnazzi e di questo ne riportò loda” nell’opera di Ortensio Landi “Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia e di altri luoghi” (1553). A Lucca viene anche chiamato "Torta di neccio" (che vuol dire castagna). A Firenze e dintorni si chiama migliaccio, nel Pistoiese e nel Pratese si chiama ghirighìo. Nell’Aretino baldino; poi anche pattonagnacciacastignà. Questo dolce si è però diffuso anche oltre la Toscana, in tutta la zona appenninica, per l'antica facilità di reperire e produrre la farina di castagne.

E' un dolce molto saziante di origine umile, perché un tempo i castagni abbondavano nelle campagne  e montagne e costituivano un grande sostentamento per tutti. 
Nell’ultimo secolo la superficie occupata dai castagni è diminuita, dunque da cibo dei poveri le castagne e soprattutto la loro farina sono diventate oggi un prodotto costoso, quasi di lusso, infatti il suo costo va dai 5€ in su per ogni ½ kg.

Il periodo migliore per comprarla è da fine novembre a dicembre, questo perché le castagne vengono raccolte a mano, da metà ottobre a inizio novembre, e poi essiccate per 30/40 giorni in appositi edifici - i metati/seccatoi/cannicciaie: al piano terra si fa un fuoco con esclusivamente il legno del castagno, separato da un graticcio dalle castagne che stanno quindi a un piano superiore. Dopodiché vengono sbucciate e poi macinate nei mulini ad acqua locali. Oggi l’essiccazione avviene in maniera industriale.
Da cento chili di castagne fresche si ottengono non più di 25/30 kg di castagne secche e la farina si conserva per pochi mesi. La buona riuscita del castagnaccio dipende quindi dalla farina di castagne usata, che dev'essere "farina nuova", ovvero dell'anno corrente, e locale (sconsiglio quella industriale del supermercato a meno che non viviate in zone prive di castagni). In Garfagnana ha ricevuto il marchio DOP.
[Alcune di queste informazioni storiche sono tratte dal sito dell'AIFB, scritte da Alice Del Re, che ringrazio.]

Come va fatto
Gli aromi
Con il tempo, la versione originaria si è arricchita con i pinoli - più raramente con anche o solo le noci, nelle zone più lontane dal mare - e uvetta, fino a che questa non è diventata la versione tradizionale. Alcune famiglie, a Lucca, mettono le scorzette d'arancia al posto dell'uvetta; dunque quella che vi propongo oggi è una versione che ingloba tutte queste varianti, un castagnaccio davvero speciale e profumato!

Ciò che accomuna tutte le versioni è l’assenza di zucchero, quindi diffidate dalle imitazioni e dalle versioni strane che circolano oggi in rete con aggiunta anche di latte o cioccolato: questo dolce è semplice e tale deve rimanere per poter essere apprezzato; inoltre, essendo la farina di castagne già molto dolce di per sé non occorre aggiungere un dolcificante, infatti in Toscana è nota anche come 'farina dolce'. 

Questione spessore: tradizionalmemte si fa alto circa poco più di 1 cm: deve risultare morbido all'interno e con una legegra crosticina sopra caratterizzata dalle crepe. Esistono comunque diverse altezze a seconda della zona, per esempio a Firenze si fa basso e croccante; non deve superare, però, il cm e mezzo, massimo 2! Perché più alto risulta un "toppone" ed è così infatti che si chiama a Livorno, e non rende in termini di consistenza!

Curiosità: a Lucca, insieme al castagnaccio, d solito si fanno anche i necci, delle piccole "crêpes" senza uova, cotte su un testo e farcite con ricotta fresca. A Lucca potete assaggiarli tutto l'anno nella storica pizzeria "da Felice" in via buia.
Spesso si trovano anche nelle sagre di paese: la più popolare è la "Ballocciorata" presso Pieve di Brancoli, dove oltre alla caldarroste, i ballocciori e del buon vino, vengono serviti i necci con ricotta, o con ricotta e nutella, amati dai più piccoli.

Clicca qui per la video-ricetta.



 Altre ricette con le castagne:
Necci (coming soon)


Ingredienti (per una teglia da 26 cm)
300 g di farina di castagne
400 g di acqua (aumentabile a 420 se la farina dovesse assorbirla molto)
2 cucchiai di olio e.v.o.
75 g di uvetta
40 g di pinoli
30 g di noci (o paripeso pinoli)
aghi di rosmarino q. b.
scorzette d'arancia q. b. opzionale
un pizzico di sale

Procedimento
Accendete il forno a 180°C.
In una ciotola setacciate la farina con un pizzico di sale e versate a poco a poco l'acqua, fino ad inglobarla tutta. Il composto deve risultare tra il liquido e il cremoso: deve "scrivere" se si alza un po' di impasto con il cucchiaio. A questo punto aggiungete l'olio, la frutta secca e l'uvetta, lasciandone un po' da parte per guarnire la superficie del castagnaccio.
Versate quindi il composto in una teglia oliata e disponete sulla superficie gli aghi di rosmarini, quel che resta dell'uvetta e della frutta secca e le scorzette d'arancia (io le ho tagliate a quadratini e le ho ripassate in padella con acqua e zucchero per farle ammorbidire leggermente nello sciroppo, ma potete anche metterle al naturale).
Infornate - abbassando la temperatura a 175°C - per 30 minuti.
La superficie deve creparsi e dorarsi, ma non scurirsi eccessivamente; quindi controllate la cottura negli ultimi minuti.


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Baci, Francesca

28 dicembre 2021

Lenticchie con porri al forno


Le lenticchie con i porri "confit" sono una ricetta del famoso chef Ottolenghi, proprietario di 7 ristoranti a Londra e autore di molti ricettari di successo. Il suo stile è inconfondibile perché contamina elementi provenienti da varie cucine del mondo, creando piatti dal sapore inaspettato e in un certo senso "nuovo".
In questo caso l'abbinamento delle verdure è abbastanza mediterraneo ma il sapore è davvero sorprendente per la freschezza e l'aroma dati dal limone e dalle erbette aromatiche.
La ricetta è molto semplice: se usate delle lenticchie secche di piccole dimensioni non dovrete neanche lasciarle in ammollo.

Il piatto si puà accostare al classico cotechino o zampone di capodanno, visto che ci troviamo in prossimità di fine anno, ma è un valido contorno da proporre durante tutto l'anno: è ideale per accompagnare il pollo arrosto, del pesce lesso, delle salsicce.
Oppure può completare anche un piatto vegetariano: per esempio può guarnire delle patate al forno (intere tagliate al forno tipo le baked potatoes) oppure si può aggiungere del formaggio in cottura come del tomino, da far scioglier ein forno.

Ingredienti per un vassoio
3/4 porri
180 g di lenticchie secche (o 450 g di lenticchie già cotte)*
1 spicchio d'aglio
1 limone bio
2 rametti di timo
1/3 di bicchiere di olio e.v.o.
2 cucchiai di acqua
sale e pepe q. b.
+ aneto o dragoncello
+ coriandolo o prezzemolo (io non li ho messi ma la ricetta originale li prevede)

io utilizzo le lenticcie piccole "Maremma bio" (le trovo all'Esselunga) che non hanno bisogno di ammollo e cuociono in 20/30 minuti.

Procedimento
Lavate i porri e togliete la sfoglia più esterna. Tagliateli a rondelle di  1 cm/1½ e metteteli in una pirofila (non troppo stretta) con l'aglio schiacciato. Salateli e pepateli.
In una ciotolina mettete la scorza grattugiata di mezzo limone, tutto il suo succo (filtrato dai semini), due cucchiai di acqua e l'olio. Mischiate bene e versate questa emulsione sui porri, girandoli bene tra due mestoli affinché si ungano tutti. 
Infornate a 175°C per 35 minuti o più, finché risultano morbidi. Ma mi raccomando girateli dopo un quarto d'oro per mantenerli unti. A metà cottura aggiungete anche le foglioline di timo.

Nel frattempo lessate le lenticchie seguendo le indicazioni della confezione, salandole una volta scolate. Se invece usate quelle già cotte, sciacquatele bene in una ciotola e poi scolatele in un colino (non devono essere salate). Versatele in un vassoio da portata.
Quando i porri sono cotti, versateli con tutto il loro olio sulle lenticchie e se volete aggiunegete le erbette aromatiche fresche, tritate.
Servite il contorno tiempido o a temperatura ambiente.



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Baci, Francesca

23 dicembre 2021

Torrone al cioccolato


Il torrone al cioccolato è in assoluto uno dei miei dolci preferiti! Sicuramente rientra nella mia top 5! Si tratta di un torrone morbido e scioglievole all'interno, con pezzi di frutta secca croccante e ricoperto di cioccolato anch'esso croccante.
E' una goduria, davvero divino! Chiunque l'abbia assaggiato l'ha amato! Provatelo e sentirete!

Io lo faccio spesso in occasione delle festività natalizie, ma è perfetto anche per San Valentino, per riciclare il cioccolato delle uova di Pasqua, o per portare in tavola un dessert golosissimo al pranzo della domenica! Insomma è perfetto in ogni momento dell'anno! Certo in estate va mantenuto in frigorifero altrimenti si scioglie subito.

La ricetta è quella del "torrone dei morti" tipico della Campania che si fa in occasione della festa dei Santi e dei Defunti: non essendo tipico in Toscana per tale festività, io lo propongo come dolce natalizio visto che il torrone classsico la fa da padrone sulle tavole a Dicembre.


Avevo già pubblicato anni fa qui la ricetta e ho deciso di rinnovare la foto.

Occorrenti
- uno stampo in silicone (ok qualunque forma) o di carta rettangolare o lo stampo in metallo per plumcake (dovrete rivestirlo di carta da forno che avrete appiccicato bene allo stampo con del burro e che avrete lasciato sbordare dal perimetro per poter poi sollevare il torrone una volta pronto).
NB: Il silicone vi permetterà di ottenere un torrone lucido.
- un pennello da cucina, per aiutarvi a cospargere il cioccolato (opzionale, ma vi aiuta).

Ingredienti
250 g di cioccolato fondente (200 g se non fate la base)
100 g di cioccolato al latte
150 g di cioccolato bianco (oppure 250 g totali di cioccolato bianco)
250 g di nutella circa o crema di nocciole 100%
150/200 g di nocciole o altra frutta secca o un mix (io a volte faccio nocciole, noci e mandorle)

NB: in caso di allergia si può anche omettere la frutta secca e lasciare il ripieno cremoso, sarà solo meno croccante.
Ma si può anche sostituire con del riso soffiato o cornflakes.

Procedimento
Per il guscio di cioccoalto
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente spezzettato o in gocce e poi spennellatelo su tutta la superficie dello stampo. Non versatelo tutto ma lasciatene un poco per fare poi la base.
Lo strato deve essere di 2/3 mm. (Se non avete il pennello, fatelo colare e poi ruotate lo stampo affinché si sparga bene su tutta la superficie) e aspettate almeno un 20 minuti circa (anche in frigo) per poi fare un secondo strato. A quel punto potete lasciar riposare almeno un'ora.

NB: per ottenere un torrone lucidissimo occorre temperare il cioccolato (vedi note sotto). Io però ho saltato quest'operazione ma come potete vedere dalle foto mi è uscito un po' opaco il torrone grosso, mentre la "conchiglia" riempita con gli avanzi della preparazione mi è uscita lucida quindi secondo me dipende anche dal silicone dello stampo!



Per il ripieno
In una altra ciotola, sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco e quello al latte spezzettati o in gocce e poi versatevi la nutella, mescolando bene.
Unite le nocciole precedentemente tostate in padella per 2 minuti e mescolate bene il tutto.
Versate questa golosissima crema all'interno del guscio in cioccolato fondente e mettete almeno un'ora in frigorifero (se non fate la base mettetelo invece due ore in frigorifero + due ore a temperatura ambiente).
Per la base, sciogliete nuovamente il cioccolato fondente e poi spennellatelo sopra la crema che riempie il torrone, ormai quasi del tutto solidificata. 
Lasciate quindi solidificare il torrone così formato per due ore in frigo e poi altre due ore a temperatura ambiente.
Trascorso il tempo d'attesa, sformate il torrone, ma attenzione, non prendetelo con le mani, usate dei guanti in lattice o una salvietta di carta e maneggiateli il meno possibile: il calore delle mani rischia di lasciare delle bruttissime impronte sulla superficie.

Note
- Per temperare il cioccolato avete due metodi:
  • uno semi-professionale: dovete sminuzzarlo e porlo in un recipiente a bagnomaria portandolo a 42°/45°, rovesciarne poi 2/3 su un piano di marmo o metallo e lavorarlo con una spatola flessibile fino a raggiungere i 26°/28°, rimettere quindi poi tutto il cioccolato nel bagnomaria insime al 1/3 rimasto in ciotola fino a raggiungere i 30°/31°;
  • uno più semplice che comporta di sciogliere 3/4 del cioccolato a bagnomaria (quindi non aspettare che sia proprio tutto sciolto), mischiarlo bene e lavorarlo con le lame di due coltelli meglio se grossi e lisci.
- Il torrone si mantiene per circa un mese o più bene avvolto nella pellicola alimentare ma con il passare dei giorni perde un pochino di lucidità, comunque poi sono sicura che non durerà molto nella vostra dispensa!


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Baci, Francesca