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17 gennaio 2022

Castagnaccio


Il castagnaccio è un dolce toscano veramente antico, senza glutine, senza zucchero e senza prodotti animali, quindi anche vegano.
Nella versione originaria si mescolava la farina di castagne semplicemente con acqua, olio e rosmarino. Oggi tradizionalmente si aggiungono pinoli e uvetta ed è così che me lo preparavano i miei nonni. Devo dire che da piccola non amavo il sentore di affumicato che caratterizza la farina di castagne, oggi invece mi piace tatissimo!
Costituisce una merenda sostanziosa o un ottimo fine pasto se accompganato da vin santo o un passito. A volte si guarnisce con della ricotta fresca come si fa con i "necci".

La storia
Pare inventato proprio nella mia città, Lucca, da un certo Pilade, definito “il primo che facesse castagnazzi e di questo ne riportò loda” nell’opera di Ortensio Landi “Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia e di altri luoghi” (1553). A Lucca viene anche chiamato "Torta di neccio" (che vuol dire castagna). A Firenze e dintorni si chiama migliaccio, nel Pistoiese e nel Pratese si chiama ghirighìo. Nell’Aretino baldino; poi anche pattona, gnaccia, castignà. Questo dolce si è però diffuso anche oltre la Toscana, in tutta la zona appenninica, per l'antica facilità di reperire e produrre la farina di castagne.

E' un dolce molto saziante di origine umile, perché un tempo i castagni abbondavano nelle campagne  e montagne e costituivano un grande sostentamento per tutti. 
Nell’ultimo secolo la superficie occupata dai castagni è diminuita, dunque da cibo dei poveri le castagne e soprattutto la loro farina sono diventate oggi un prodotto costoso, quasi di lusso, infatti il suo costo va dai 5€ in su per ogni ½ kg.

Il periodo migliore per comprarla è da fine novembre a dicembre, questo perché le castagne vengono raccolte a mano, da metà ottobre a inizio novembre, e poi essiccate per 30/40 giorni in appositi edifici - i metati/seccatoi/cannicciaie: al piano terra si fa un fuoco con esclusivamente il legno del castagno, separato da un graticcio dalle castagne che stanno quindi a un piano superiore. Dopodiché vengono sbucciate e poi macinate nei mulini ad acqua locali. Oggi l’essiccazione avviene in maniera industriale.
Da cento chili di castagne fresche si ottengono non più di 25/30 kg di castagne secche e la farina si conserva per pochi mesi. La buona riuscita del castagnaccio dipende quindi dalla farina di castagne usata, che dev'essere "farina nuova", ovvero dell'anno corrente, e locale (sconsiglio quella industriale del supermercato a meno che non viviate in zone prive di castagni). In Garfagnana ha ricevuto il marchio DOP.
[Alcune di queste informazioni storiche sono tratte dal sito dell'AIFB, scritte da Alice Del Re, che ringrazio.]

Come va fatto
Gli aromi
Con il tempo, la versione originaria si è arricchita con i pinoli - più raramente con anche o solo le noci, nelle zone più lontane dal mare - e uvetta, fino a che questa non è diventata la versione tradizionale. Alcune famiglie, a Lucca, mettono le scorzette d'arancia al posto dell'uvetta; dunque quella che vi propongo oggi è una versione che ingloba tutte queste varianti, un castagnaccio davvero speciale e profumato!

Ciò che accomuna tutte le versioni è l’assenza di zucchero, quindi diffidate dalle imitazioni e dalle versioni strane che circolano oggi in rete con aggiunta anche di latte o cioccolato: questo dolce è semplice e tale deve rimanere per poter essere apprezzato; inoltre, essendo la farina di castagne già molto dolce di per sé non occorre aggiungere un dolcificante, infatti in Toscana è nota anche come 'farina dolce'. 

Questione spessore: tradizionalmemte si fa alto circa poco più di 1 cm: deve risultare morbido all'interno e con una legegra crosticina sopra caratterizzata dalle crepe. Esistono comunque diverse altezze a seconda della zona, per esempio a Firenze si fa basso e croccante; non deve superare, però, il cm e mezzo, massimo 2! Perché più alto risulta un "toppone" ed è così infatti che si chiama a Livorno, e non rende in termini di consistenza!

Curiosità: a Lucca, insieme al castagnaccio, d solito si fanno anche i necci, delle piccole "crêpes" senza uova, cotte su un testo e farcite con ricotta fresca. A Lucca potete assaggiarli tutto l'anno nella storica pizzeria "da Felice" in via buia.
Spesso si trovano anche nelle sagre di paese: la più popolare è la "Ballocciorata" presso Pieve di Brancoli, dove oltre alla caldarroste, i ballocciori e del buon vino, vengono serviti i necci con ricotta, o con ricotta e nutella, amati dai più piccoli.

Clicca qui per la video-ricetta.



 Altre ricette con le castagne:
Necci (coming soon)


Ingredienti (per una teglia da 26 cm)
300 g di farina di castagne
400 g di acqua (aumentabile a 420 se la farina dovesse assorbirla molto)
2 cucchiai di olio e.v.o.
75 g di uvetta
40 g di pinoli
30 g di noci (o paripeso pinoli)
aghi di rosmarino q. b.
scorzette d'arancia q. b. opzionale
un pizzico di sale

Procedimento
Accendete il forno a 180°C.
In una ciotola setacciate la farina con un pizzico di sale e versate a poco a poco l'acqua, fino ad inglobarla tutta. Il composto deve risultare tra il liquido e il cremoso: deve "scrivere" se si alza un po' di impasto con il cucchiaio. A questo punto aggiungete l'olio, la frutta secca e l'uvetta, lasciandone un po' da parte per guarnire la superficie del castagnaccio.
Versate quindi il composto in una teglia oliata e disponete sulla superficie gli aghi di rosmarini, quel che resta dell'uvetta e della frutta secca e le scorzette d'arancia (io le ho tagliate a quadratini e le ho ripassate in padella con acqua e zucchero per farle ammorbidire leggermente nello sciroppo, ma potete anche metterle al naturale).
Infornate - abbassando la temperatura a 175°C - per 30 minuti.
La superficie deve creparsi e dorarsi, ma non scurirsi eccessivamente; quindi controllate la cottura negli ultimi minuti.


Se lo provi taggami nella foto che condividerò nelle Stories di IG @lasignorinafelicita
e nell’album "Ricette rifatte da voi" della mia pagina Facebook.

Baci, Francesca

6 maggio 2021

Briochine integrali (senza uova - burro - zucchero)


Le "briochine integrali senza uova - burro - zucchero" nascono dalla voglia di impastare un lievitato per la colazione senza uova perché non le avevo in casa. Ho quindi cercato tra varie ricette e ho deciso di riprodurre quelle di Azzurra, in arte Sprinklesdress.
Per averle anche senza lattosio, vi basterà sostituire il latte e lo yogurt classici con quelli vegetali, per esempio a base di soia o avena.

Ho voluto però "esagerare" togliendo anche lo zucchero. Devo dire che il sapore finale non è per nulla dolce nonostante la mia sostituzione con miele e sciroppo d'acero: ricorda molto il pan brioche integrale, ideale quindi da spalmare con la confettura (per me di fragole) o altre creme.
Tra gli ingredienti però vi lascio anche la dose necessaria dello zucchero per ottenere delle briochine dolci anche da sole.

Se volete velocizzare i tempi di lievitazione, basterà aumentare la dose di lievito (come ho scritto sotto). Io ho preferito metterne poco per avere delle briochine più digeribili e morbide anche nei giorni a seguire.


Ingredienti (per circa 20 pezzi)
150 g di farina integrale
100 g di farina Manitoba
35 g di sciroppo d’acero*
40 g di miele*
1-2 g di lievito di birra secco (o 2-3 g di quello fresco)**
45 g di olio di semi di mais
95 g di latte
40 g di yogurt a temperatura ambiente
sale q. b. 
due pizzichi di cannella, opzionale
mezza tazzina di latte, per spennellare
1 cucchiaio di miele + 2 cucchiai di acqua, per lucidare

* sostituibili del tutto (o in parte) con 55 g di zucchero di canna, per un sapore dolce
** aumentabile a 3-4 g secco (10 g fresco) per far lievitare più velocemente (3-4 ore o fino al raddoppio dell'impasto).

Procedimento
Sciogliete il lievito nel latte tiepido e in una ciotola mescolate le farine con lo zucchero e la cannella.
Quindi sul piano da lavoro o in un’ampia ciotola mettete il mix di farine a forma di fontana e nel centro iniziate a versare il lievito sciolto nel latte, lo yogurt e l'olio.
Iniziate ad impastare e dopo aggiungete un pizzico di sale.
Impastate energicamente per almeno 10/15 minuti fino ad ottenere un panetto morbido, liscio ed elastico. Io ho impastato a mano ma se avete la planetaria fate prima.
Lasciate quindi riposare l'impasto per circa 1 ora a temperatura ambiente o in forno acceso a 30°C e poi spento con luce accesa, in una ciotola capiente coperta da pellicola trasparente, poi trasferitela in frigorifero per tutta la notte.

La mattina estraete la ciotola dal frigo (vedrete che l’impasto è lievitato poco: è normale così), quindi  mettetela in forno acceso a 30°C e poi spento con luce accesa. Lasciatela lì per almeno 3 ore e mezza, fino al raddoppio.
Dopo sgonfiate l'impasto e stendetelo in una sfoglia non troppo sottile.

A questo punto potete dare la forma che volete:
  - per i cornetti arrotolate ogni triangolo su se stesso dalla base fino alla punta;
  - per le treccine fate come ho fatto io: vi basterà fare delle strisce rettangolari e poi intrecciarle tra loro.
Potete intrecciare due strisce piatte (vi verranno delle briochine poco gonfie tipo le merendine "flauti" oppure unire due filoncini di impasto per ottenere delle briochine più gonfie:
  - per fare invece un pan-bauletto, dividete l’impasto in 3 o 4 pezzi e arrotolateli su se stessi, poi appoggiateli l’uno accanto a l’altro all’interno di uno stampo per plumcake.

Disponete quindi le briochine non troppo vicine tra loro su una placca coperta con carta forno.
Lasciate lievitare di nuovo nel forno come prima, per un'altra ora, poi spennellatele con poco latte.

Infornate a 170°/175° C per circa 12/15 minuti.
Appena sfornati, se volete lucidarle spennellate con il cucchiaio di miele stemperato in 2 cucchiai di acqua bollente.

Sono ottimi spalmati con confettura o creme spalmabili. Dopo qualche giorno consiglio di scaldarli appena su un tostapane o in forno prima di servirli, saranno nuovamente fragranti.




Note (dal blog di Azzurra):
“Potete congelare le briochine da crude, subito prima dell'ultima lievitazione. Quando vorrete gustarli vi basterà estrarli dal freezer, lasciarli scongelare a temperatura ambiente e aspettare che lievitino fino al raddoppio del volume (meglio se li ponete in un luogo caldo) per poi procedere con la cottura”.



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Baci, Francesca


9 aprile 2021

Salame di cioccolato (senza burro né uova)


Il salame di cioccolato è un dolce classico della tradizione italiana e la sua particolarità sta nell'esecuzione: è di un facile che può farlo anche un bambino. Non so se sia nato come dolce di riciclo, essendo in passato il cacao e il cioccolato alimenti non alla portata di tutti, ma sicuramente oggi lo si può considerare tale in quanto si può fare anche con un mix di biscotti che abbiamo in casa o con torte avanzate.
Quello classico prevede burro e uova ma io ve lo propongo senza questi due ingredienti, sostituiti dal mascarpone. 
Potete anche aggiungere della frutta secca, se vi piace.

Ingredienti
165 g di mascarpone
35 g di latte
1 cucchiaio di zucchero (opzionale)
225 g di biscotti secchi
150 g di cioccolato (io fondente) oppure 3 cucchiai di cacao
1 pizzico di sale
zucchero a velo q. b. per guarnire (opzionale)

Procedimento
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato.
Nel frattempo, mescolate con una frusta a mano il mascarpone con il latte fino ad aver sciolto eventuali grumi. (Se usate il cacao al posto del cioccolato, versatelo ora e mescolate bene).
In un’altra ciotola sbriciolate i biscotti a pezzetti di circa ½ cm e aggiungete un pizzico di sale.
Una volta che il cioccolato si è sciolto e intiepidito, versatelo nel mascarpone e mescolate bene. Aggiungete i biscotti sbriciolati e mescolate il tutto formando una sorta di impasto.
Versatelo sopra un “foglio” di pellicola per alimenti e formate un salsicciotto lungo. Chiudete bene i bordi a caramella e mettete a riposare in frigorifero per almeno 1 ora e mezza.
Dopo passate il salame sullo zucchero a velo e tagliatelo a fette.
Si conserva in frigorifero per 3 o 4 giorni. Toglietelo dal frigo 5 minuti prima di servirlo perché non sia troppo freddo.



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Baci, Francesca

16 marzo 2021

Pan d'arancio


Il pan d'arancio è un dolce di tradizione siciliana che si fa con le arance intere, buccia compresa; è quindi molto veloce perché basta frullare tutto insieme, mescolare e infornare.
Avendo appunto le arance intere al suo interno, ha un gusto intenso e molto profumato di arancia; gusto che viene dato dal succo, dalla scorza e anche dalla parte bianca, quella che lascia un sentore leggermente amarognolo. Se non piace basta pelare a vivo gli spicchi e usare solo quelli con la scorza.

Il sapore è molto semplice e la consistenza leggermente umida, ideale per la colazione e la maerenda. Ma può essere arricchito da gocce di cioccolato (basta aggiungerne 40 g prima di infornare) oppure si può guarnire la torta con uan colata di cioccolato fuso (150 g bastano). 

Trovo che sia un dolce ideale quando vogliamo smaltire delle arance: senza impiegare troppo tempo otterremo un dolce genuino e soffice!




Ingredineti per uno stampo da 22 cm (ok anche 20 o 24 cm ma attenzione alla cottura)
2 arance piccole non trattate o 1 e mezza grande
200 g di zucchero (aumentabile a 250)
85 g di olio di semi (o 100 g di burro fuso e poi intiepidito)
3 uova
270 g di farina 0 o 00
12 g di lievito (poco meno di una bustina)
marmellata di arance o altra per lucidare, opzionale

Procedimento
Preriscaldate il forno a 180°C.
Tagliate le arance (buccia compresa) a fette e poi a cubetti.
In un mixer o in un frullatore potente, mettete le arance, lo zucchero e l'olio, e frullate.
Poi aggiungete le uova e frullate nuovamente.
Se il mixer è molto capiente, aggiungete direttamente lì la farina e il lievito (setacciato) altrimenti trasferite il tutto in una ciotola e continuate a mischiare con un frustino elettrico.
Versate l'impasto nella teglia (ricoperta di carta forno o unta e infarinata) e infornate per 40 minuti, avendo cura di abbassare la temperatura a 175°C dopo i primi 20 minuti.
Se comunque la superifice tendesse a scurirsi eccessivamente, vi basterà comprirla con un foglio di stagnola a cui avrete praticato un piccolo foro al centro.

Una volta cotta e sformata, ricopritela a piacere con marmellata o con semplice zucchero a velo.




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Alla prossima ricetta, Francesca



24 febbraio 2021

Angel food cake


La angel food cake è una ciambella di origine americana, fatta con soli albumi e zucchero e poca farina, quindi è un dolce light dal punto di vista dei grassi, perché ne è completamente priva!

La sua consistenza è davvero particolare: è super soffice e sembra cotone! Di sapore è molto delicata e ricorda vagamente il marshmallow.

Se siete amanti delle torte sofficiose e semplici, questa fa al caso vostro!
Potete accompagnarla con una crema al limone magari fatta con i tuorli avanzati. Oppure servirla con un ciuffo di panna montata e frutta fresca come lamponi, fragole, ananas o pesche.



Ingredienti
140 g di farina 00
290 g di zucchero fine (tipo Eridania)
440 g di albumi (io ho usato la bottiglietta) cioè circa 12 albumi
1 cucchiaino di cremortartaro (opzionale)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Procedimento
Riscaldate il forno a 170°C, mettendo la griglia nella parte bassa.
Su un foglio di carta  forno, setacciate la farina con 170 g di zucchero presi dal totale. Ripetete per 4 volte.
In una ciotola sbattete gli albumi con le fruste elettriche (o nella planetaria) a velocità bassa finché diventano schiumosi. Aggiungete quindi il cremor tartaro e la vaniglia.
Adesso lavorate a velocità media per 3 minuti, finché si formano dei ciuffi.
Con lo sbattitore in funzione, aggiungete il restante zucchero poco alla volta, montando per 50 secondi dopo ogni aggiunta.
Portate a velocità medio-alta le fruste e montate finché i ciuffi sono sodi e lucidi, per almeno 10 minuti (praticamente sollevando lo sbattitore, solo la punta del ciuffo dovrebbe ricadere un po’).
 
Setacciate (di nuovo) la farina sulla meringa versandola in 6 piccole mandate, e incorporandola con delicatezza con una spatola a ogni aggiunta. Attenzione a non mescolare troppo l’impasto altrimenti gli albumi si sgonfieranno.
Versate quindi il composto in una tortiera per angel food cake da 25 cm (o per ciambella, fino ai bordi) non imburrata né unta in alcun modo!
Passate un coltello al centro dell’impasto senza toccare il fondo, per rompere le bolle d’aria grandi e poi livellate la superfice. 
Infornate finché la torta è ben forata, per 40/45 minuti (dipende dal forno!).
Capovolgete lo stampo sui suoi piedini (o su una griglia se usate lo stampo per ciambella classico) e lasciate raffreddare per 1 ora e ½.
Per servirla, ho spolverizzato con del semplice zucchero a velo. Al momento del taglio, per non sgonfiarla, usate un coltello seghettato e tagliate muovendolo avanti e indietro.

La torta si conserva a temperatura ambiente per 2 giorni, in un contenitore apposito o avvolta nella pellicola.


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Alla prossima ricetta, Francesca

22 gennaio 2021

Torta farcita con pere e yogurt


La cosa bella del fare torte in casa è che si possono scegliere gli ingredienti in base alle nostre esigenze, oltre che ai nostri gusti. Se per esempio al risveglio vorremmo un dolce leggero perché siamo stanchi dei soliti cereali o dolcetti industriali, difficilmente lo troveremo nelle pasticcerie, ma non per questo dobbiamo rassegnarci a fare il solito plumcake o ciambellone: fare un dolce diverso dal solito non è complicato! Basta avere voglia di mettere le mani in pasta! ;-)
La torta che vi propongo oggi è senza burro e uova, una torta light e nutriente in quanto contiene frutta, yogurt e pochi zuccheri; il che la rende davvero perfetta come torta da prima colazione o per merenda.

La torta con pere e yogurt è un dolce morbido farcito prima di essere infornato, quindi veloce da fare. Il sapore è molto buono e soprattutto fresco: le pere all'interno, una volta cotte, hanno una consistenza leggermente cremosa e profumata e lo yogurt completa il tutto con un tocco in più.

Ho tratto questa ricetta dal blog Inventaricette.


Altre torte light buonissime:



Ingredienti (per una teglia da 20/22 cm di diametro)
250 g di farina 0 o 00
100 g di zucchero*
160 g di acqua
60 g di olio di semi
6 g di lievito per dolci
un cucchiaino scarso di pasta di vaniglia o lo stesso aroma liquido o in polvere
250/300 g di yogurt (normale o greco, consiglio gusto bianco, cocco o vaniglia)
2/3 pere* (io Williams), sbucciate e taglaite a fettine fini
zucchero a velo q. b., per decorare

Note:
  * Con queste dosi la torta non avrà un sapore molto dolce, perciò potete aumentare lo zucchero a 150 g.
** Potete sostituire le pere con le mele o le pesche.

Procedimento
In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero, la vaniglia, l’acqua, l’olio e mescolate bene in modo da ottenere un composto omogeneo. Infine incorporate il lievito setacciandolo e mescolate ancora un po’.
Versate una metà abbondante dell’impasto nella teglia (ricoprendone la base con carta forno; oppure unta di olio/imburrata & infarinata). Distribuire uniformemente il composto sulla base della teglia e cercate di formare una sorta di cornicione sui bord esterni.
Versate quindi lo yogurt a cucchiaiate sul composto della crostata, quindi aggiungete le pere.
  • Se volete, potete aggiungere a questo punto una spolverata di zucchero sulle pere (magari con lo zucchero di canna che ha un'aroma più spiccato). 

Con il cucchiaio, versate la restante parte di composto in modo da ricoprire più o meno completamente le pere, cercando di livellarlo aiutandovi con il cucchiaio.
Infornate la torta in forno preriscaldato a 180°C per circa 50/60 minuti (dipende dalla potenza del forno). Quando la superficie risulta ben dorata, sfornatela e fatela raffreddare completamente.
Dopo potete spolverizzare con zucchero a velo e traferirla su un piatto da portata.





Se li rifate aspetto le vostre foto! Taggatemi e vi inserirò
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Alla prossima ricetta, Francesca

27 ottobre 2020

Ciambella pere e cioccolato (ricetta light)


La ciambella pere e cioccolato è la cugina cioccolatosa della Ciambella mele e yogurt, infatti mi sono basata su quella ricetta per creare questa, sosotituendo le mele con le pere, utilizzando sempre lo yogurt e aggiungendo un po' di cioccolato. Le pere danno quella freschezza che rendono il dolce goloso ma per niente stucchevole come a volte può essere un dolce tutto al cioccolato.

La ricetta è fantastica perché è senza burro né olio ma ugualmente buonissima e umida! Provar per credere!
Che dire? Mi è piaciuta un sacco e non solo a me, ma anche a chi l'ha assaggiata. E sono sicura che piacerà anche a voi! Si mangia che è un piacere!




Altre ricette con questo abbinamento:



Ingredienti
100 g di zucchero (io di canna)
2 uova
180 g di farina 00
20 g di cacao amaro
50 g di cioccolato fondente
2/3 di bustina di lievito (circa 10/12 grammi)
600 g di pere al netto degli scarti (circa 5/6 pere private di buccia e torsolo)
125 g di yogurt bianco
aroma di vaniglia q. b., facoltativo
gocce di cioccolato per guarnire, facoltativo
 
Procedimento
Sbucciate le pere e tagliatele a fettine, mettetele in una terrina e tappatele.
Accendete il forno a 190° e procedete con la preparazione dell'impasto:
con l'aiuto delle fruste elettriche o nella planetaria, montate le uova con lo zucchero e la vangilia fino ad avere un composto spumoso.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato.
Nel frattempo, in un'altra ciotola setacciate la farina con il lievito e il cacao, poi versate questi ingredienti secchi nel primo composto, mescolando.
Aggiungete lo yogurt e rimescolate.
Infine, versate il cioccolato sciolto e mescolate bene il tutto.
 
A questo punto aggiungete un terzo delle pere all’impasto e mescolate delicatamente con un cucchiaio di legno.
Ungete la teglia con il burro, infarinatela (o usate uno spray staccante apposito) e versatevi l'impasto; distribuitevi sopra le fettine di pera avanzate, in modo da creare una raggiera intorno al centro dello stampo.
Tagliate in tanti piccoli cubetti le fettine rimaste e distribuiteli alle estremità della torta, incorniciando le fettine.
Cospargete anche con delle gocce di cioccolato, per guarnire.
Infornate per 45/50 minuti.







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Alla prossima ricetta! :-)
Baci, Francesca
 

23 ottobre 2020

Sfouf (torta alla curcuma, senza uova né burro)


Lo Sfouf è un dolce libanese a base di curcuma. Viene definita anche "torta gialla", ed è caratterizzata dall'uso del semolino e dal fatto di non avere uova

Appena l'ho vista su Instagram mi ha colpito e ho pensato di cercare la ricetta: ne ho confrontate alcune e ho fatto un mix tra di loro fino ad elaborarne una versione con la quantità di ingredienti a me più gradita. Il risultato è stato sorprendente perché ha un sapore UNICO!

Il semolino gli conferisce una consistenza particolare, quindi risulta soffice ma anche spugnosa, per niente asciutta o stopposa. 
I pinoli sulla superficie fanno davvero la dfferenza, non ometteteli: la loro leggera croccantezza si sposa benissimo con la morbidezza della torta e anche il loro sapore ci sta d'incanto!
Essendo senza uova, per renderla vegana basta usare il latte vegetale.

Vi consiglio vivamente di provarla almeno una volta perché è veramente buona ed è l'accompagnamento ideale per il caffè o per una tazza di té, magari anch'esso speziato come il tè chai.

E per finire: la ricetta è facilissima!!! ;-)



Ingredienti
(per 
una teglia quadrata di circa 20x20 cm o una rettangolare da 20x29 cm)

2 tazze di semolino

1 tazza di farina (0 o 00)

1 cucchiaio di curcuma in polvere

2 cucchiaini di lievito istantaneo

1 tazza di zucchero

1 tazza di acqua

½ tazza di latte, vaccino o vegetale

½ tazza di olio di semi

1 cucchiaino di semi di anice o poche gocce di aroma all’anice (in alternativa fiori d’arancio o acqua di rose), facoltativo

tahina (pasta di semi di sesamo) per ungere la teglia, facoltativa

pinoli o mandorle* e/o semi di sesamo

*consiglio quelle tagliate a stecchino, non a lamelle, che ricordano appunto i pinoli. Si trovano nel reparto di ingredienti per dolci. Oppure tagliate per lungo delle mandorle intere già spellate.


Procedimento

Accendete il forno a 180°C (funzione statica).

In un pentolino, scaldate l’acqua e il latte e versate lo zucchero, mescolando con una frusta a mano, per farlo sciogliere con maggior facilità. Aggiungete i semi di anice o qualche goccia di aroma scelto.

Dopo aggiungete l’olio a questi liquidi.

In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti secchi (setacciando farina e lievito).

Versate a poco poco quelli liquidi (filtrando con un colino i semi di anice, se li avete usati) e mescolando bene il tutto con la frusta fino a sciogliere tutti i grumi.

A questo punto, ungete una teglia rettangolare con la salsa tahina o ricopritela semplicemnete con della carta da forno.

Versate il composto, livellate e cospargete con i pinoli (consiglio di non ometterli!).

Infornate per 35/40 minuti. Verificate la cottura alla fine con uno stecchino che deve uscire pulito.


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