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17 gennaio 2022

Castagnaccio


Il castagnaccio è un dolce toscano veramente antico, senza glutine, senza zucchero e senza prodotti animali, quindi anche vegano.
Nella versione originaria si mescolava la farina di castagne semplicemente con acqua, olio e rosmarino. Oggi tradizionalmente si aggiungono pinoli e uvetta ed è così che me lo preparavano i miei nonni. Devo dire che da piccola non amavo il sentore di affumicato che caratterizza la farina di castagne, oggi invece mi piace tatissimo!
Costituisce una merenda sostanziosa o un ottimo fine pasto se accompganato da vin santo o un passito. A volte si guarnisce con della ricotta fresca come si fa con i "necci".

La storia
Pare inventato proprio nella mia città, Lucca, da un certo Pilade, definito “il primo che facesse castagnazzi e di questo ne riportò loda” nell’opera di Ortensio Landi “Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia e di altri luoghi” (1553). A Lucca viene anche chiamato "Torta di neccio" (che vuol dire castagna). A Firenze e dintorni si chiama migliaccio, nel Pistoiese e nel Pratese si chiama ghirighìo. Nell’Aretino baldino; poi anche pattonagnacciacastignà. Questo dolce si è però diffuso anche oltre la Toscana, in tutta la zona appenninica, per l'antica facilità di reperire e produrre la farina di castagne.

E' un dolce molto saziante di origine umile, perché un tempo i castagni abbondavano nelle campagne  e montagne e costituivano un grande sostentamento per tutti. 
Nell’ultimo secolo la superficie occupata dai castagni è diminuita, dunque da cibo dei poveri le castagne e soprattutto la loro farina sono diventate oggi un prodotto costoso, quasi di lusso, infatti il suo costo va dai 5€ in su per ogni ½ kg.

Il periodo migliore per comprarla è da fine novembre a dicembre, questo perché le castagne vengono raccolte a mano, da metà ottobre a inizio novembre, e poi essiccate per 30/40 giorni in appositi edifici - i metati/seccatoi/cannicciaie: al piano terra si fa un fuoco con esclusivamente il legno del castagno, separato da un graticcio dalle castagne che stanno quindi a un piano superiore. Dopodiché vengono sbucciate e poi macinate nei mulini ad acqua locali. Oggi l’essiccazione avviene in maniera industriale.
Da cento chili di castagne fresche si ottengono non più di 25/30 kg di castagne secche e la farina si conserva per pochi mesi. La buona riuscita del castagnaccio dipende quindi dalla farina di castagne usata, che dev'essere "farina nuova", ovvero dell'anno corrente, e locale (sconsiglio quella industriale del supermercato a meno che non viviate in zone prive di castagni). In Garfagnana ha ricevuto il marchio DOP.
[Alcune di queste informazioni storiche sono tratte dal sito dell'AIFB, scritte da Alice Del Re, che ringrazio.]

Come va fatto
Gli aromi
Con il tempo, la versione originaria si è arricchita con i pinoli - più raramente con anche o solo le noci, nelle zone più lontane dal mare - e uvetta, fino a che questa non è diventata la versione tradizionale. Alcune famiglie, a Lucca, mettono le scorzette d'arancia al posto dell'uvetta; dunque quella che vi propongo oggi è una versione che ingloba tutte queste varianti, un castagnaccio davvero speciale e profumato!

Ciò che accomuna tutte le versioni è l’assenza di zucchero, quindi diffidate dalle imitazioni e dalle versioni strane che circolano oggi in rete con aggiunta anche di latte o cioccolato: questo dolce è semplice e tale deve rimanere per poter essere apprezzato; inoltre, essendo la farina di castagne già molto dolce di per sé non occorre aggiungere un dolcificante, infatti in Toscana è nota anche come 'farina dolce'. 

Questione spessore: tradizionalmemte si fa alto circa poco più di 1 cm: deve risultare morbido all'interno e con una legegra crosticina sopra caratterizzata dalle crepe. Esistono comunque diverse altezze a seconda della zona, per esempio a Firenze si fa basso e croccante; non deve superare, però, il cm e mezzo, massimo 2! Perché più alto risulta un "toppone" ed è così infatti che si chiama a Livorno, e non rende in termini di consistenza!

Curiosità: a Lucca, insieme al castagnaccio, d solito si fanno anche i necci, delle piccole "crêpes" senza uova, cotte su un testo e farcite con ricotta fresca. A Lucca potete assaggiarli tutto l'anno nella storica pizzeria "da Felice" in via buia.
Spesso si trovano anche nelle sagre di paese: la più popolare è la "Ballocciorata" presso Pieve di Brancoli, dove oltre alla caldarroste, i ballocciori e del buon vino, vengono serviti i necci con ricotta, o con ricotta e nutella, amati dai più piccoli.



 Altre ricette con le castagne:
Necci (coming soon)


Ingredienti (per una teglia da 26 cm)
300 g di farina di castagne
400 g di acqua (aumentabile a 420 se la farina dovesse assorbirla molto)
2 cucchiai di olio e.v.o.
75 g di uvetta
40 g di pinoli
30 g di noci (o paripeso pinoli)
aghi di rosmarino q. b.
scorzette d'arancia q. b. opzionale
un pizzico di sale

Procedimento
Accendete il forno a 180°C.
In una ciotola setacciate la farina con un pizzico di sale e versate a poco a poco l'acqua, fino ad inglobarla tutta. Il composto deve risultare tra il liquido e il cremoso: deve "scrivere" se si alza un po' di impasto con il cucchiaio. A questo punto aggiungete l'olio, la frutta secca e l'uvetta, lasciandone un po' da parte per guarnire la superficie del castagnaccio.
Versate quindi il composto in una teglia oliata e disponete sulla superficie gli aghi di rosmarini, quel che resta dell'uvetta e della frutta secca e le scorzette d'arancia (io le ho tagliate a quadratini e le ho ripassate in padella con acqua e zucchero per farle ammorbidire leggermente nello sciroppo, ma potete anche metterle al naturale).
Infornate - abbassando la temperatura a 175°C - per 30 minuti.
La superficie deve creparsi e dorarsi, ma non scurirsi eccessivamente; quindi controllate la cottura negli ultimi minuti.


Se le provi taggami nella foto che condividerò nelle Stories di IG @lasignorinafelicita
e nell’album "Ricette rifatte da voi" della mia pagina Facebook.

Baci, Francesca

28 dicembre 2021

Lenticchie con porri al forno


Le lenticchie con i porri "confit" sono una ricetta del famoso chef Ottolenghi, proprietario di 7 ristoranti a Londra e autore di molti ricettari di successo. Il suo stile è inconfondibile perché contamina elementi provenienti da varie cucine del mondo, creando piatti dal sapore inaspettato e in un certo senso "nuovo".
In questo caso l'abbinamento delle verdure è abbastanza mediterraneo ma il sapore è davvero sorprendente per la freschezza e l'aroma dati dal limone e dalle erbette aromatiche.
La ricetta è molto semplice: se usate delle lenticchie secche di piccole dimensioni non dovrete neanche lasciarle in ammollo.

Il piatto si puà accostare al classico cotechino o zampone di capodanno, visto che ci troviamo in prossimità di fine anno, ma è un valido contorno da proporre durante tutto l'anno: è ideale per accompagnare il pollo arrosto, del pesce lesso, delle salsicce.
Oppure può completare anche un piatto vegetariano: per esempio può guarnire delle patate al forno (intere tagliate al forno tipo le baked potatoes) oppure si può aggiungere del formaggio in cottura come del tomino, da far scioglier ein forno.

Ingredienti per un vassoio
3/4 porri
180 g di lenticchie secche (o 450 g di lenticchie già cotte)*
1 spicchio d'aglio
1 limone bio
2 rametti di timo
1/3 di bicchiere di olio e.v.o.
2 cucchiai di acqua
sale e pepe q. b.
+ aneto o dragoncello
+ coriandolo o prezzemolo (io non li ho messi ma la ricetta originale li prevede)

io utilizzo le lenticcie piccole "Maremma bio" (le trovo all'Esselunga) che non hanno bisogno di ammollo e cuociono in 20/30 minuti.

Procedimento
Lavate i porri e togliete la sfoglia più esterna. Tagliateli a rondelle di  1 cm/1½ e metteteli in una pirofila (non troppo stretta) con l'aglio schiacciato. Salateli e pepateli.
In una ciotolina mettete la scorza grattugiata di mezzo limone, tutto il suo succo (filtrato dai semini), due cucchiai di acqua e l'olio. Mischiate bene e versate questa emulsione sui porri, girandoli bene tra due mestoli affinché si ungano tutti. 
Infornate a 175°C per 35 minuti o più, finché risultano morbidi. Ma mi raccomando girateli dopo un quarto d'oro per mantenerli unti. A metà cottura aggiungete anche le foglioline di timo.

Nel frattempo lessate le lenticchie seguendo le indicazioni della confezione, salandole una volta scolate. Se invece usate quelle già cotte, sciacquatele bene in una ciotola e poi scolatele in un colino (non devono essere salate). Versatele in un vassoio da portata.
Quando i porri sono cotti, versateli con tutto il loro olio sulle lenticchie e se volete aggiunegete le erbette aromatiche fresche, tritate.
Servite il contorno tiempido o a temperatura ambiente.



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Baci, Francesca

23 dicembre 2021

Torrone al cioccolato


Il torrone al cioccolato è in assoluto uno dei miei dolci preferiti! Sicuramente rientra nella mia top 5! Si tratta di un torrone morbido e scioglievole all'interno, con pezzi di frutta secca croccante e ricoperto di cioccolato anch'esso croccante.
E' una goduria, davvero divino! Chiunque l'abbia assaggiato l'ha amato! Provatelo e sentirete!

Io lo faccio spesso in occasione delle festività natalizie, ma è perfetto anche per San Valentino, per riciclare il cioccolato delle uova di Pasqua, o per portare in tavola un dessert golosissimo al pranzo della domenica! Insomma è perfetto in ogni momento dell'anno! Certo in estate va mantenuto in frigorifero altrimenti si scioglie subito.

La ricetta è quella del "torrone dei morti" tipico della Campania che si fa in occasione della festa dei Santi e dei Defunti: non essendo tipico in Toscana per tale festività, io lo propongo come dolce natalizio visto che il torrone classsico la fa da padrone sulle tavole a Dicembre.


Avevo già pubblicato anni fa qui la ricetta e ho deciso di rinnovare la foto.

Occorrenti
- uno stampo in silicone (ok qualunque forma) o di carta rettangolare o lo stampo in metallo per plumcake (dovrete rivestirlo di carta da forno che avrete appiccicato bene allo stampo con del burro e che avrete lasciato sbordare dal perimetro per poter poi sollevare il torrone una volta pronto).
NB: Il silicone vi permetterà di ottenere un torrone lucido.
- un pennello da cucina, per aiutarvi a cospargere il cioccolato (opzionale, ma vi aiuta).

Ingredienti
250 g di cioccolato fondente (200 g se non fate la base)
100 g di cioccolato al latte
150 g di cioccolato bianco (oppure 250 g totali di cioccolato bianco)
250 g di nutella circa o crema di nocciole 100%
150/200 g di nocciole o altra frutta secca o un mix (io a volte faccio nocciole, noci e mandorle)

NB: in caso di allergia si può anche omettere la frutta secca e lasciare il ripieno cremoso, sarà solo meno croccante.
Ma si può anche sostituire con del riso soffiato o cornflakes.

Procedimento
Per il guscio di cioccoalto
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente spezzettato o in gocce e poi spennellatelo su tutta la superficie dello stampo. Non versatelo tutto ma lasciatene un poco per fare poi la base.
Lo strato deve essere di 2/3 mm. (Se non avete il pennello, fatelo colare e poi ruotate lo stampo affinché si sparga bene su tutta la superficie) e aspettate almeno un 20 minuti circa (anche in frigo) per poi fare un secondo strato. A quel punto potete lasciar riposare almeno un'ora.

NB: per ottenere un torrone lucidissimo occorre temperare il cioccolato (vedi note sotto). Io però ho saltato quest'operazione ma come potete vedere dalle foto mi è uscito un po' opaco il torrone grosso, mentre la "conchiglia" riempita con gli avanzi della preparazione mi è uscita lucida quindi secondo me dipende anche dal silicone dello stampo!



Per il ripieno
In una altra ciotola, sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco e quello al latte spezzettati o in gocce e poi versatevi la nutella, mescolando bene.
Unite le nocciole precedentemente tostate in padella per 2 minuti e mescolate bene il tutto.
Versate questa golosissima crema all'interno del guscio in cioccolato fondente e mettete almeno un'ora in frigorifero (se non fate la base mettetelo invece due ore in frigorifero + due ore a temperatura ambiente).
Per la base, sciogliete nuovamente il cioccolato fondente e poi spennellatelo sopra la crema che riempie il torrone, ormai quasi del tutto solidificata. 
Lasciate quindi solidificare il torrone così formato per due ore in frigo e poi altre due ore a temperatura ambiente.
Trascorso il tempo d'attesa, sformate il torrone, ma attenzione, non prendetelo con le mani, usate dei guanti in lattice o una salvietta di carta e maneggiateli il meno possibile: il calore delle mani rischia di lasciare delle bruttissime impronte sulla superficie.

Note
- Per temperare il cioccolato avete due metodi:
  • uno semi-professionale: dovete sminuzzarlo e porlo in un recipiente a bagnomaria portandolo a 42°/45°, rovesciarne poi 2/3 su un piano di marmo o metallo e lavorarlo con una spatola flessibile fino a raggiungere i 26°/28°, rimettere quindi poi tutto il cioccolato nel bagnomaria insime al 1/3 rimasto in ciotola fino a raggiungere i 30°/31°;
  • uno più semplice che comporta di sciogliere 3/4 del cioccolato a bagnomaria (quindi non aspettare che sia proprio tutto sciolto), mischiarlo bene e lavorarlo con le lame di due coltelli meglio se grossi e lisci.
- Il torrone si mantiene per circa un mese o più bene avvolto nella pellicola alimentare ma con il passare dei giorni perde un pochino di lucidità, comunque poi sono sicura che non durerà molto nella vostra dispensa!


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Baci, Francesca

20 dicembre 2021

Biscottini salati con mousse di mortadella e pistacchi


Questi biscottini sfiziosissimi si rifanno a un particolare tipo di biscotto, le "deliziose napoletane", qui in versione salata: abbiamo due dischetti di frolla friabile farciti con una mousse di mortadella e robiola e rivestiti di pistacchi. Una vera bontà! Vi garantisco che uno tira l'altro e sono perfetti come antipasto nei pranzi delle feste o per un'apericena: le bollicine si sposano benissimo con il sapore di questi frollini!
Vi consiglio di farli così piccoli perché risultano più eleganti e carini, proprio come suggerisce Sprinklesdress, da cui la ricetta è tratta. Lei ha usato il prosciutto cotto che io ho sostituito con la mortadella perché personalmente la preferisco, e ho scelto di usare la farina integrale al posto di quella bianca.



Ingredienti (per circa 46 biscottini)
Per la frolla
260 g di farina integrale (o 0 / 00)
40 g di amido di mais (=maizena, oppure fecola o farina di riso)
135 g di burro freddo
1 cucchiaio di olio di semi
1 uovo
1/2 cucchiaino di lievito istantaneo per torte salate
1 cucchiaino raso di sale
1 cucchiaino di zucchero
un pizzico di pepe
Per la mousse
100 g di robiola
120 g di mortadella (o prosciutto cotto)*
35 g di pistacchi in granella

*Per la variante vegetariana sostituite la mortadella con paripeso di:
- melanzane sott'olio ben sgocciolate
- pomodori secchi
- mix di olive

Procedimento
In una ciotola o sul piano da lavoro mescolate la farina, l’amido, il lievito setacciato, lo zucchero, il sale e il pepe. Unite anche il burro freddo a tocchetti e impastate con la punta delle dita in modo da ottenere un composto sbricioloso. Aggiungete anche l'olio e l’uovo e impastate.
All’occorrenza, unite qualche cucchiaio di acqua fredda per riuscire a compattare bene il panetto.
Stendete l’impasto a 3 mm di spessore e con un tagliapasta rotondo formate i biscotti (io ho usato una bocchetta per sac à poche da 3 cm di diametro).
Poneteli quindi in una teglia coperta con carta forno e cuoceteli a 180° per 15 minuti circa.
Fateli raffreddare mentre preparate la mousse: frullatela mortadella con la robiola nel mixer fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo.
Farcite i biscotti (io mi sono aiutata con la sac à poche ma va bene anche un cucchiaino) 
e poi rotolate i bordi nella granella di pistacchi.


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Baci, Francesca

29 novembre 2021

Torta salata svuota frigo


La torta salata svuota frigo nasce come piatto sfizioso anche quando nel frigorifero abbiamo veramente poco, infatti non serve la panna come di solito si usa nelle 'quiche', o la ricotta tipica delle torte salate.
Basterà usare del formaggio filante e insieme alla crema di uova + latte e Parmigiano otterrete un rustico saporito.
Se non avete del formaggio tipo la mozzarella, potete sostituirlo con salumi, verdure già cotte o altri avanzi. Insomma può essere considerata una ricetta base per torte salate, da variare in base alla nostra disponbilità.
Provatela e mi direte!

Altre torte salate buonissime:


Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
1 mozzarella (o provola o scamorza, 225 g)
2 uova
115 ml di latte
35 g circa di Parmigiano
una manciata di prezzemolo tritato
sale q. b.
4 o 5 noci
3 pomodorini, per guarnire

Procedimento
Accendete il forno a 200°C funzione statica.
Srotolate la sfoglia con la sua carta forno su una teglia. 
Spargete sopra la mozarella tagliata a dadini (e ben sgocciolata).
In una ciotola sbattete le uova, salate appena e poi aggiungete il Parmigiano grattugiato, il prezzemolo e mescolate. Infine versate il latte e rimescolate bene.
Versate questa crema sulla sfoglia con la mozzarella.
Sbriciolate le noci sulla superficie e mettete i pomodorini tagliati a metà, per guarnire.
Infornate per 30 minuti.
Servite calda o tiepida.



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Baci, Francesca

15 novembre 2021

Carote cremose al curry


Le carote cremose al curry sono un piatto molto gustoso, ideale per chi come me non ama il sapore delle carote e cerca sempre delle ricette che lo camuffino un poco.
Questo piatto l'ho visto nelle stories di @lady_myriam-bridget, una signora che seguo dal mio profilo Instagram. Sono davvero buone e particolari!
E' un contorno perfetto per accompagnare del pesce bollito o del classico pollo alla piastra, o perché no anche del pollo al curry.
Si possono anche abbinare a del riso bollito - bianco, integrale o basmati - per un piatto unico vegetariano.

Altri piatti buonissimi con le carote:


Ingredienti
8/10 carote
1 cucchiaio di Philadelphia light*
una noce di burro
un filo d'olio di semi
scorza grattugiata di mezzo limone
 ¼ di bicchiere di vino bianco
curry q. b.
sale

*potete sostituirlo con pari peso di yogurt greco intero o panna acida.

Procedimento
Pulite le carote e tagliatele a fette.
Versate nella padella il burro e l'olio e fate cuocere le carote con la scorza di limone.
Dopo circa 5 minuti, aggiungete il vino e fate evaporare.
Salate e continuate la cottura per altri 10 minuti circa, stando attenti a che non attacchino e, nel caso, versate 2 cucchiai d'acqua man mano che procede la cottura.
All'ultimo aggiungete il Philadelphia e il curry a vostro gusto, mescolate e servite le carote cremose belle calde.



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11 novembre 2021

Biscotti "cheesecake"


I biscotti "cheesecake" sono nati dal mio amore per la famosa torta al formaggio che mi porta sempre a pensare e cercare gustose varianti. Così ho visto su alcuni blog stranieri questi cheesecake-snittar, che in svedese vuol dire semplicemente "tagli". Infatti vedendo questi biscotti, oltre al sapore che mi sono immaginata, mi ha colpito anche la loro forma, che fa subito intuire quanto siano semplici e pratii da fare! Si forma infatti una sorta di filoncino farcito prima di infornare e poi si taglia come si fa con i cantucci.
Il risultato è davvero goloso! Questi biscotti ricordano molto - nel sapore - anche la crostata di ricotta e confettura: vi consiglio vivamente di provarli. Perfetti sia come dopo pasto che come pasticcino per il tè, o anche per la colazione!
E se ancora non l'avete provata, vi consiglio anche la mia ricetta della cheesecake con la confettura.



Altre ricette squisite:


Ingredienti
190 g di Philadelphia o ricotta
1/2 cucchiaino di aroma di vaniglia (io uso quello in pasta Panenageli)
confettura ai frutti di bosco q. b.
Per la frolla
300 g di farina 0 (o 00)
100 g di zucchero
100 g di burro o 80 g di olio di semi
1 uovo + 1 tuorlo 
1/2 cucchiaino di lievito per dolci 
la scorza grattugiata di mezzo limone

Procedimento
Per la frolla
Disponete la farina sui bordi di un'ampia ciotola o su un piano da lavoro e nel centro le uova, lo zucchero, il burro tagliato a pezzetti (o l'olio) e la scorza del limone. Setacciate il lievito giro giro sopra la farina con un colino. Lavorate velocemente gli ingredienti al centro con una forchetta, poi incorporate a poco a poco la farina fino a quando si forma un impasto compatto.
Avvolgete l'impasto nella pellicola trasparente, schiacciatelo un po' sulla superficie e lasciatelo risposare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Nel frattempo accendete il forno a 185/190°C.
Composizione
Mescolate il Philadelphia con la vaniglia (io non ho aggiunto zucchero perché secondo il mio gusto non serve, ma se vi piacciono i biscotti particolarmente dolci potete aggiungerne 1 o 2 cucchiai, meglio se a velo).
Dopo mezz'ora togliete la frolla dal frigo e sendetela in un rettangolo alto 6/7 mm. Dividetelo a metà in due larghe strisce e con il dorso di una posata fate una scanalatura cetrale, potete usare anche le nocche delle dita.
Versate in questa cavità la crema al formaggio e sopra la confettura.
Cottura
Infornate impostando la temperatura 185°C e mettendo la teglia sul ripiano più basso del forno, anche a contatto della base stessa di esso, per 15 minuti. Dopo abbassate la temperatura a 175°C e spostate la teglia sul piano centrale, proseguendo la cottura per altri 10/15 minuti.
Una volta tiepidi potete tagliarli trasversalmente.



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Baci, Francesca

23 ottobre 2021

Zucca al forno con feta e noci


Oggi vi propongo un piatto super goloso che faccio da anni. la zucca cotta al forno, che si scioglie letteralmente in bocca per la consistenza che ha dopo la cottura, accompagnata da feta e noci.
Se non vi piace la feta, sostituitela con gorgonzola o pecorino o ricotta salata. Ma anche dei formaggi meno sapidi ci stanno comunque bene: scamorza affumicata, stracchino, etc.
Non potete capire la bontà! Provatela perché merita!


Ingredienti
Zucca (con la buccia!) q. b.
feta q. b. 
erbe aromatiche secche per patate arrosto
rosmarino fresco
timo fresco
1 spicchio d'aglio, opzionale
olio evo e sale

Procedimento
Tagliate la zucca a fette di 5 mm (ben lavata ovviamente) e disponetela su una teglia ampia ricoperta di carta forno. Coprite con erbette aromatiche in polvere e rosmarino e timo spezzettati. Poi uno spicchio d’aglio schiacciato messo qua e là (opzionale). Salate e oliate.
Cuocete a 190° per 20 minuti circa.
Negli ultimi 4 minuti sbriciolate della feta e delle noci.
Servite subito bella calda con un altro filo d’olio e.v.o. (in questo periodo si trova anche dell’ottimo olio ‘nuovo’) e se volete anche un filo di miele che non ci sta male.


 
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Baci, Francesca
 

16 ottobre 2021

Pasta con barbabietola rossa


Oggi, 16 ottobre, è la Giornata mondiale dell'alimentazione (World food day), istituita dalla FAO "per sensibilizzare sulle problematiche della povertà, della fame e della malnutrizione nel mondo, sulla sicurezza alimentare e per diffondere diete nutrienti per tutti. L'obiettivo principale è incoraggiare le persone, a livello globale, ad agire contro questi problemi".

Io, nel mio piccolissimo, come foodblogger, cerco sempre di proporre piatti nutrienti, semplici ovvero fatti con ingredienti facilmente reperibili sul nostro territorio, e di stagione.

In cucina è importante sapere la disponibilità di quello che si ha in casa e cercare di cucinare qualcosa di buono, senza necessariamente fare la spesa apposta per un determinato piatto (salvo eccezioni come le occasioni delle feste). Per fare qualcosa di buono a volte basta solo qualche piccolo accorgimento come i giusti condimenti, qualche erba aromatica, qalche frutta secca e via dicendo.
Un altro aspetto fondamentale è quello di evitare gli sprechi. Molte vole buttiamo via cibo ancora buono e che può essere "riciclato", per esempio mi viene in mente il pane raffermo, con cui qui in Toscana si fa la panzanella o il pancotto, o ancora la pappa al pomodoro, ma che si può anche tritare per fare il pangrattato. Oppure le verdure bollite con cui si possono fare delle polpette, degli sformati, etc.

Il piatto che vi propongo oggi è fatto con le barbabietole rosse, (neanche a dirlo vero che vi sconsiglio quelle già bollite sottovuoto al supermercato?). Ho voluto approffittare del colore che regala la barbabietola per farci una bella pasta rossa (viene bene anche il risotto) e poi ho aggiunto della feta e delle noci per insaporire. Che dire? Ottima!

Provate questo ortaggio e dategli una possibilità, se non lo amate! Vi potrebbe stupire!
L'importante è abbinarlo bene, con qualcosa che faccia contrasto. Quindi per un primo piatto ci sta d'incanto un formaggio sapido come il pecorino stagionato, il gorgonzola, la ricotta salata e simili. Nei secondi piatti invece, dato il suo sapore dolciastro, si abbina bene ad un'arista o ad un altro arrosto.
Inoltre, sapete che si può usare anche nei dolci? Eh sì, è davvero molto versatile! Inoltre è ricco di nutrienti, come calcio, magnesio, e ha molte proprietà benefiche per l'organismo.

E a proposito di sprechi, le foglie le ho lessate e le ho mangiate condite come se fosse della bietola (sono simili nel sapore), mentre l'acqua in cui le ho bollite l'ho bevuta a mo' di tisana.



Ingredienti
1/2 scalogno, opzionale
2 porzioni di pasta (160/200 g)
1 barbabietola fresca
100 g di feta (o parmigiano ben stagionato, pecorino, gorgonzola, ricotta salata)
noci q. b.
olio evo, sale e pepe q. b.
qualche fogliolina di timo

Procedimento
Tritate molto finemente lo scalogno e fatelo soffriggere leggermente in una padella ampia (con un filo d'olio e un goccio d'acqua). Poi spegnete.
A parte mettete la barbabietola pulita alle estremità (non sbucciata) in una pentola con acqua fredda e portatela a bollore. Fatela cuocere per circa mezz'ora, finché non risulta morbida infilzandola con i rebbi di una forchetta. Dopo sbucciatela e metettela nel boccale per il minipimer e tritatela.
Poi saltate la polpa qualche minuto nell'olio con lo scalogno.
Nel frattempo cuocete la pasta: quando mancano due minuti alla fine della cottura trasferitela, scolandola, nella padella con la salsa, aggiungendo un mestolino di acqua di cottura e saltatela per due minuti. Aggiungete anche la feta sbriciolata, le foglioline di timo e le noci a pezzetti. 
Infine guarnite con un altro filo d'olio a crudo ed è pronta!

Versione veloce e più leggera: non fate il soffritto ma una volta cotta la pasta mescolatela direttamente con la purea di barbabietola e aggiungete gli altri ingredienti.




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